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Recensioni 2010

G.Verdi IL CORSARO Bilbao, ABAO november 2010
La maestria de Renato Palumbo al frente de la orchestra del Teatro Regio de Parma hizo que disfrutàramos de unos de las mejores representaciones verdianas que han pasado por Bilbao en los ùltimos tiempos.
Mercedes Rodriguez, Una voce poco fa, november 16 2010

Renato Palumbo domina este repertorio con auténtica soltura, y volviò a demostrarlo aquì. Pecando en algun momento puntual de imprimir de ritmos endiablados, estuvo siempre muy atento a sus cantantes, moderando la orquesta pare dejar que esa bellas voces corrieran por todo el teatro. Bien empastada y perfecta conocedora de la partitura se mostrò la siempre solvente Orquesta del teatro Regio di Parma.
Javier Del Olivo, Mundo clasico, november 13, 2010

Una direction musical, viva y muy eficaz.
Gonzalo Alonso, La razon, november 21, 2010

G.Verdi MACBETH Chicago, Lyric Opera october 2010

Inizio in grande stile per la stagione della Lyric Opera di Chicago con un avvincente nuovo allestimento di Macbeth ottimamente concertato da Renato Palumbo, di ritorno dopo l’Ernani della stagione scorsa […] Si è creata fra il direttore e i musicisti una palpabile intesa fatta di reciproca stima e fiducia, che ha permesso a Palumbo, fin dalle prime note del preludio, di affondare con sicurezza la bacchetta nella densa partitura verdiana e di mantenerne intatta la tensione, e con essa la concentrazione del pubblico, per tutta la notevole estensione dei suoi quattro atti (eseguiti rigorosamente senza tagli, tranne il raramente eseguito ballo del terzo atto). […] Si diceva degli affondi musicali di Palumbo che danno spessore alla splendida ed emozionante partitura verdiana. Ci potrebbe essere, soprattutto nei grandi numeri d’insieme, un’intensità ancora maggiore nelle dinamiche e nei ritmi, che Verdi  vuole tipicamente serratissimi, ma Palumbo preferisce mantenere la misura e la scorrevolezza dell’insieme e, forse per naturale riserbo o per riguardo verso i cantanti, sembra spessotrattenere l’orchestra anziché incalzarla, tenendosi lontano da ogni facile effetto. La sua principale virtù è quella di ottenere un fluido equilibrio sonoro ed espressivo tra orchestra e cantanti […]Nell’insieme, dunque, un allestimento riuscito e che, per quanto ci riguarda, si distingue soprattutto per l’elegante direzione di Palumno e per la presenza di due protagonisti di spicco tra cui una Lady assolutamente ideale.

Marta Tonegutti, L’opera, dicembre 2010

…an effect immensely enhanced by conductor Renato Palumbo consistently keeping musical textures transparent.

Dennis Palkow, New City Chicago, 5 ottobre 2010

The Lyric Opera chorus brings complexity and depth to the epic crowd scenes (in Verdi’s Macbeth the three witches become a coven) and the entire production is borne on the shoulders of the fantastic Lyric orchestra, under the direction of internationally acclaimed opera conductor (and Chicago favorite) Renato Palumbo.  Despite a few clunky scene changes in the early going and pacing that lagged a bit in the 4th act (sure to be tightened up as the production matures) Macbeth is an absolutely dazzling experience.
Lyric has set the bar high for the balance of the opera season with this spectacular opening. We eagerly anticipate them meeting the challenge.

Lori Dana, Chicago Stage review, 2 ottobre 2010

With Renato Palumbo at the helm of the Lyric’s exceptional orchestra, the delicious Verdi score soars. This “Macbeth” is an intoxicating brew of glorious “sound and fury” signifying everything wonderful.

Betty Mohr, South Town Star, 7 ottobre 2010

Palumbo showed a visceral connection to Verdi’s score and drew engaged and exciting results from the orchestra. (Lyric is presenting “Macbeth” in the 1865 revised version favored by most theaters, minus the ballet music.) A few of his tempos rushed the singers a bit, but overall this was stylish, full-blooded Verdi playing to match the singing. The chorus, prepared by director Donald Nally, threw itself into its varied assignment with enthusiasm, whether as cackling hags, roistering party guests or downtrodden refugees lamenting their lost homeland.
The opening night audience gave the singers, conductor, director and designers a rousing reception. And so the Lyric season is off to a most promising start.

John von Rhein, Chicago Tribune, 3 ottobre 2010

Conductor Renato Palumbo paces the Lyric Opera Orchestra with precision and pomp.

Scott C. Morgan, Daily Herald, 2 ottobre 2010

From a purely musical standpoint, the Lyric’s new “Macbeth” is an unalloyed triumph, thanks in great part to conductor Renato Palumbo’s clear-sighted and wisely paced direction. The orchestra delivers Verdi’s vibrant score with equal parts of passion and finesse. In the end, it is sheer musical heat that keeps this cauldron boiling.

Lawrence B. Johnson Classicalvoiceamerica.org 5 ottobre 2010

But I have seen a more imaginative or better version than this, with Renato Palumbo eliciting glorious sound from the Lyric opera orchestra and chorus.

Garry Wills, The New York review of books

Renato Palumbo confirmed once more his predilection for Italian melodrama. His orchestra sounded consistently bold and yet he managed to create the best possible condictions for the singers. […] he infused the music (yes, even the too-often execrated um-pa-paahs) with vivid sense of drama.
Claudio Vellutini, Mundo clasico

Conductor Renato Palumbo gave a fine reading of the score; stylistically savvy and well-matched with Barbara gaines’ staging, the orchestral and excellent playng providing a warm, rich accompaniment. All in all, this is an outstanding production that does credit to Chicago Lyric Opera.
James L. Zychowicz, www.musicweb-international.com

Palumbo contucted very well, drawing refined, often brilliant playing from the Lyric Opera Orchestra. […] Palumbo supported his singers sensitively and put across the rousing ensemble scenes with maximum impact.
Lawrence A. Johnson, Chicago Classical Reviews, October 02, 2010

…the excellent Renato Palumbo.
Sarah Bryan Miller, St. Louis Today, november 1, 2010

G.Verdi LA TRAVIATA San Diego, Opera march 2010
He proved a formidable conductor, increasing the tempo and drive of the big ensemble numbers, which added to the opera’s dramatic intensity. He coaxed a more nuanced response from the orchestra, highlighting themes and countermelodies too frequently overlooked. I hope Palumbo will return to San Diego.
Kenneth Herman, www.sandiego.com, april 18. 2010

A.Boito MEFISTOFELE Roma, Teatro dell’Opera marzo 2010
Un’opera caotica, quindi, e disordinata ma che proprio da questo caos e da questo disordine trae buona parte del suo fascino scapigliato: è inutile per i direttori giocare agli intellettuali e esaltare supposte meraviglie d’orchestrazione mentre è maggiormente produttivo, almeno secondo chi scrive, sottolineare questo multiforme sovrapporsi di stili come elemento caratterizzante di una tinta complessiva da donare al lavoro. Grande merito di Renato Palumbo, chiamato alla guida dell’edizione recentemente allestita al Teatro dell’Opera di Roma (dove l’opera mancava addirittura dal 1959, essendo stata in seguito allestita solo alle Terme di Caracalla) è stato quello di firmare una direzione potentemente teatrale, capace di non rinunciare ai clangori dei momenti maggiormente effettistici (il finale del Prologo, ma anche il Sabba Nordico) ma in grado anche di sottolineare con il giusto lirismo sia l’Atto di Margherita che quello di Elena, cui è riuscito a dare un senso di sottile nostalgia per un passato perduto capace di vivificare quella che, senza ombra di dubbio, è la parte più debole dell’opera. Particolarmente in forma i complessi del Teatro dell’Opera, chiamati a una prova decisamente impegnativa, con una menzione particolare per il coro di bimbi.
Gabriele Cesaretti, Operaclick

Ottima la direzione d’orchestra di Renato Palumbo
Franzina Ancona, La rinascita, 22 marzo 2010

Renato Palumbo, a nostro parere molto bravo nel preparare tutta l’esecuzione che metteva in risalto l’efficace concertazione che ha permesso di ben calibrare tutte le varie componenti musicali: il coro, ben guidato da Andrea Giorgi, i solisti e l’orchestra.
Claudio Listanti, La voce d’Italia, 28 marzo 2010

G.Puccini MANON LESCAUT Venezia, Teatro La Fenice gennaio/febbraio 2010
Renato Palumbo, protagonista di un’interpretazione molto tesa, ricca di suono, talvolta anche aspra nella sua voluta lontananza da esagerate dolcezze melodiche. Direzione in linea con lo spettacolo, si direbbe: poco melodrammatica all’inizio, fortemente incisiva alla fine ma già oltre la maniera verista.
Cesare Galla, Il giornale di Vicenza, 31 gennaio 2010
Renato Palumbo evidenzia il sontuoso sinfonismo dell’opera (proprio di un Puccini giovane e molto curioso) con una concertazione autorevole e rigorosa
Mario Messinis, Il gazzettino, 31 gennaio 2010

Coglie nel segno la concertazione di Renato Palumbo, straordinaria per tenuta ritmica e crescendo. Puccini non condanna Manon, la fa santa. Il direttore staglia con vibrante cesello la partitura, ma con raffinata sensibilità ne isola anche i momenti di autentico rimando sacro: l’appello delle prostitute ha un pedale sospeso dalla tinta indimenticabile. Risponde corposa l’orchestra, magnifico il coro nella polifonia sfrangiata.
Carla Moreni, il sole 24 ore, 31 gennaio 2010

Renato Palumbo dirige ottimamente la partitura; il suono è nitido, pieno, flessibile; le scene di colore dei primi due atti sono impeccabili dal punto di vista musicale e non calligrafiche, adattandosi perfettamente alla regia. La cifra che domina la partitura è amore totale, fisico, che annulla tutto il resto e che l’orchestra rende con morbidezza e verità.
Francesco Rapaccioni, teatro.org, 31 gennaio 2010

Renato Palumbo, che si conferma concertatore di sicura autorevolezza, del titolo che affermava Puccini sulla scena operistica del mondo valorizza i tratti tragicamente più corruschi, con una lettura un po’ Verismo italico un po’ preespressionismo germanico alla Richard Strauss o alla Schreker. Nella sua Manon Lescaut non v’è traccia di cipria e gioielli, il Minuetto del second’atto ha un sapore grottesco alla Berg.
Enrico Girardi, Il corriere della sera, 7 febbraio 2010

Non è un caso che sia l’Intermezzo il momento più applaudito della serata. In tutta l’opera comunque Renato Palumbo valorizza la vitalità e la pregnanza emotiva dell’accompagnamento orchestrale senza generare squilibri sonori fra palco e buca.
Stephen Hastings, Musica, marzo 2010




Press Reviews 2008

G.Verdi I DUE FOSCARI, Bilbao, ABAO, november  2008

En el plano musical, de un elevado nivel general, destacó la admirable dirección de Renato Palumbo. Fue un ejemplo de manual de cómo empastar todos los elementos que componen una ópera. Se podía seguir perfectamente el desarrollo de la obra solo con fijarse en sus expresivos y precisos movimientos, que permitieron que tanto cantantes como coro encajaran perfectamente con el foso. Allí, una entregada Orquesta Sinfónica de Bilbao secundó al maestro con un estupendo sonido verdiano.
Javier Del Olivo, Mundoclasico.com, november 20 2009

G.Verdi NABUCCO, Venezia, Teatro La Fenice, Venezia
october 2008

[In Va’ pensiero] il coro (ben preparato da Claudio Marino Moretti) è disteso supino, la voce sale in verticale, il torace fermo, il canto diviene sommesso e in pianissimo, una magia vocale inattesa che dispiega l’incipit come effettivamente dovrebbe essere, un pianto nostalgico, fuori da ogni retorica, secondo il tempo insolitamente lento della direzione del bravissimo Renato Palumbo. […] Fra i migliori direttori per l’opera, Renato Palumbo ha dato prove molto convincenti nella scorsa stagione all’Arena di Verona, conciliando precisione e pulizia di lettura a idee e fantasia. Dirige a memoria, grande conoscenza della partitura e delle voci. In Nabucco plasma una dimensione fortemente drammatica, combinata a pulizia e grande cantabilità, portando le voci dentro l’orchestra e non il contrario.
M. Schipilliti, La nuova Venezia-La repubblica, october, 21 2008

Mahler/Rachmaninov CONCERTO SINFONICO
Trieste, Teatro Verdi, september 2008

Brillante la prova di Renato Palumbo
Nonostante le poche prove purtroppo disponibili, Palumbo e l’orchestra sono riusciti a trarne il massimo frutto: infatti, tutte le sezioni erano ben preparate ed ovviamente l’interpretazione ne ha tratto giovamento, con un’esecuzione fresca e piena d’energia, che è stata salutata dal pubblico con lunghi applausi.
Alberto Godas, Vita nuova, october 3, 2008

Renato Palumbo, gagliardo direttore fin dall’adolescenza, rigoroso interprete di opere e musica sinfonica nei massimi teatri (a Trieste Un ballo in maschera), ne ha dato una lettura coraggiosa […] vigile e pregnante, già dal remoto emergere dell’incipit, fino alle ultime, esaltanti, deflagrazioni. All’interno scorrono lieder, il tema dell’infanzia nelal morte, quella grottesca, allucinata marcia funebre, che oggi ci pare più che mai dedicata a una società al tramonto. Colti a dovere da Palumbo i colori visionari e l’ostinato rovello ritmico. Al termine consensi quanto mai intensi e convinti.
Danilo Soli, Messaggero veneto, september 28, 2008

G.Verdi RIGOLETTO, Verona, Arena, august 2008

Renato Palumbo dimostra di essere un direttore fine, attento ai dettagli, alle preziosità più che alla grancassa alla quale qui molti indulgono.
Sandro Cappelletto, La stampa, august 6 2008

Renato Palumbo offre del capolavoro verdiano una lettura assolutamente convincente, ancorché non priva di qualche lentezza, sempre tesa a ricercare i giusti equilibri sonori tra le sezioni dell’orchestra, in ottima serata, ed a garantire un eccellente coesione tra buca e palcoscenico. Ne è dunque scaturito un Rigoletto elegantemente misurato, fatto di piccoli preziosismi, paradossalmente poco “areniano”nella sua ricerca di intimità: davvero molto, molto bello.
Alessandro Cammarano Operaclick

G.Verdi AIDA, Verona, Arena, june, july, august 2008

Aida all’Arena cesellata a dovere
Esecuzione bellissima da parte di Renato Palumbo, con tempi spesso lenti ma a sostegno di una lettura cesellata com’è raro ascoltare.
M.Zurletti, La repubblica, june 23 2008

Tutti, compresa l’orchestra e l’eccellente coro preparato da Marco Faelli, avevano la felice fortuna di esser diretti da Renato Palumbo, bravissimo nel far cantare e nel dare un’impronta di coerenza e precisione.
L.Arruga, Il giornale, june 22 2008

E l’altra sera a Verona, nelle condizioni notoriamente difficili in cui si lavora in Arena, [Renato Palumbo] ha diretto un’Aida esemplare: mossa e viva nei tempi, fraseggiata ad arte, con momenti di bel suono che in quel catino all’aperto si direbbero un’araba fenice. A Verona non c’è una nuova Aida, ma la solita Aida, quella di De Bosio […] La novità è stata la qualità musicale che si è ascoltata, mai stata così alta. Grazie all’eccellente prova del direttore e a un cast buono.
E. Girardi, Il corriere della sera, june 22 2008

Aida è tornata a Verona e giura fedeltà a Verdi
La coerenza prima di tutto: è il motivo per cui la parte scenica si raccorda armoniosamente con quella musicale, guidata da Renato Palumbo, che possiede l’accento verdiano e sa regolare bene il rapporto fra intimità (Aida n’è piena) e momento pubblico. Dove c’è passione imprime un tono un po’ ruspante che va bene all’Arena, e dove c’è da lavorare sul dettaglio non si tira indietro. Con Palumbo i cantanti, che in genere all’Arena gigioneggiano, stanno entro i limiti della musica con buon gusto e ognuno nell’ambito delle sue possibilità
G.Satragni, La stampa, June 22 2008

G.Verdi LA BATTAGLIA DI LEGNANO, Bilbao, ABAO, april 2008

Fortune was with ABAO however as they were able engage Renato Palumbo, a conductor of some prestige and a full guarantee of high quality. If in other occasions I have criticized some substitutions in Bilbao, this time I must praise both the effort involved in finding someone good and the results of doing so. Renato Palumbo gave an outstanding performance, taking the work along very rhythmically, providing every care for the singers and getting a remarkable performance from the Bilbao orchestra. […] Verdi was very well served by them. […] At the final bows, the biggest applause went to Messrs Sagi, Palumbo and Maestri.
José M. Irurzun, www.musicweb-international.com

Musicalmente, la diestra y efficaz direcciòn de Renato Palumbo pone también en relieve la ya citada alternancia entre el caractér impositivo y grandioso y lo dramàtico, extrayendo de la orquésta los volùmenes necesarios, sin achicar. Asì, tras la expresiva interpretaciòn de la sugestiva obertura de cuatro partes alternas, el foso irà sin rebajar la fuerza de los metales, por ejemplo, en momentos de potencia sonora, ya que el maestro, ademàs de ser gra conocedor de Verdi, domina la orquesta.
J.A.Z. Deia, april 14, 2008

El maestro Palumbo, con tal conjunto se pudo lucir y sa batuta se mostrò también siempre clara con los profesores de la Sinfònica bilbaina que non tuvieron niguna dificultad en reflejar la niervosa y épico- -héroica mùsica del juven Verdi.
Nino Dentici, El Correo, april 14, 2008

G.Verdi, AIDA, Berlin Deutsche Oper,  march 2008

Von Renato Palumbo am Pult feinsinnig, ja elegant geführt, verschwindet das Orchester hinter den Bildern.
Frankfurter Allgemeine Zeitung, march 5, 2008

Sein Musizieren ist geprägt von einer weiten Ausdrucksskala und klaren Strukturierung, aber auch von einem kontinuierlichen Fluss. Und in seiner fein dosierten Expressivität harmoniert es wunderbar mit dem Stimmcharakter von Aida und Amneris.
Neue Zürcher Zeitung, march 5, 2008

Und auch musikalisch hat der Abend seine Meriten. Es ist die letzte Premiere des ausgeschiedenen GMD Renato Palumbo. Und Palumbo zeigt hier noch einmal mit so seidigen wie kraftvollen Tönen, was seine Stärken sind: italienische Oper, zumal Verdi.
Georg-Friedrich Kühn, Deutschlandradio

G.Verdi SIMON BOCCANEGRA, Berlin Deutsche Oper,  february/march 2008

Dabei gelingt Renato Palumbo mit dem Orchester der deutschen Oper Berlin eine grandiose Verdi-Interpretation – leidenschaftlich, aber nicht schwülstig; mit Pathos, aber ohne Dämonie; mit sensibel ansteigenden Crescendi, berauschender Klangfülle, aber auch sehr transparent mit stimulierend hervorgehobenen Instrumentengruppen. Fantastisch die Balance zwischen Graben und Bühne, intensiv die Begleitung der Sänger!
www.opernnetz.de, march, 22, 2008

G.Verdi RIGOLETTO, Torino, Teatro Regio, january 2008

Apasionada la direcciòn de Renato Palumbo
Andrea Merli, Opera Actual, march 2008

Un Rigoletto della migliore tradizione come la direzione di Renato Palumbo, teatrale e sanguigna, in cui si respira aria padana. Il direttore rende la capacità espressiva della musica e il suo effetto teatrale con giusto equilibrio sottolineando i diversi colori dell’impianto sonoro senza ingigantire i momenti “da lessico popolare”. Buona la prova dell’orchestra e in particolare del coro, straordinariamente affiatato, diretto da Claudio Marito Moretti.
Ilaria Bellini, www.teatro.org, february, 2, 2008

Renato Palumbo tiene in pugno la compagnia di canto con estrema attenzione
Alessandro Mormile, Corriere dell’arte, february, 1st, 2008

Renato Palumbo sa mostrarci come la tensione drammatica sappia anche tingersi di oasi liriche assai ben tratteggiate. Ed ecco ad esempio la verdianità interiorizzatamente sofferta del preludio, o la confortante serenità donata al primo incontro fra Rigoletto e Gilda, nel quale in orchestra si ascoltano bei rallentandi e momenti in cui il direttore respira con i cantanti e li favorisce al meglio delle loro possibilità. […] L’insieme della direzione denota un attento disegno agogico, rapportato con saggia circospezione alle forze vocali a sua disposizione.
Alessandro Mormile, L’Opera, february 2008

Quattordici recite di Rigoletto in diciassette giorni e riuscire a stupire con una qualità musicale altissima, che libera da ogni traccia di polvere un capolavoro che alla prima sconcertò e scandalizzò il pubblico proprio per la novità musicale e drammaturgica prima che per la scabrosità del soggetto. Questo riesce al teatro Regio di Torino, che programma il Verdi più popolare fra l’Ariane di Dukas e la Salome di Strauss e lo affida a uno dei direttori che meglio conoscono e sanno approfondire il dramma verdiano, Renato Palumbo. Il suo è un Rigoletto che applica felicemente i principi filologici (spiace solo una sforbiciata alla ripresa di Sì vendetta), non ricusando le puntature di tradizione, ma senza piegarsi supinamente alla prassi tradizionale: ne infiora la vita e un vindice avrai sono eseguiti a tempo, come è scritto, ma non è regola applicata in modo rigido, bensì adattata alle necessità e alle caratteristiche dell’opera e degli interpreti. Come dovrebbe essere ogni variazione sensata. L’orchestra suona come un disco mettendo in rilievo tutte le preziosità timbriche e ritmiche della scrittura verdiana, canta con i cantanti ma evidenzia anche l’incedere implacabile della tragedia, fino all’esplosione folgorante della tempesta sulla morte di Gilda e la quiete quasi irreale che la segue. Interessante, poi, la caratterizzazione agogica dei personaggi, sottolineando per esempio un incedere più vivace per Gilda, nell’ansia e nella brama di vita. Difficile ascoltare un Verdi altrettanto incisivo e sorprendente, come fosse la prima volta, nel gesto puntualissimo di una bacchetta che illumina e segue con sorprendente vitalità entrambe le compagnie convocate per questo autentico tour de force.
Roberta Pedrotti, Gli amici della musica, february, 2008

Sous la baguette généreuse de Renato Palumbo, l’ensemble turinois s’est d’abord fondu dans un superbe accompagnement des chanteurs. Voyant que le courant ne passait pas entre le plateau et la fosse, le chef s’est alors offert le privilège de faire entendre les couleurs orchestrales de son ensemble. Quels timbres, quelle fougue, quel enthousiasme ! A noter encore le comportement exemplaire du Choeur du Teatro Regio qui, même si scéniquement plongeait dans la convention, donne quelques remarquables moments musicaux, comme dans son pianissimo Zitti, zitti, moviamo a vendetta.
Jacques Schmitt, www.resmusica.com, january, 28, 2008

Sul podio Renato Palumbo ci ha offerto una lettura magistrale della partitura, un’interpetazione che a mio avviso lascia un segno profondo nella storia esecutiva di quest’opera. Abbandonato ogni schema e convenzione il maestro, grazie a una rara cura del particolare, riesce ad imprimere ad ogni pagina l’appropriato respiro evidenziando aspetti finora inesplorati. Indugiante nell’Andante “Deh non parlare al misero”, implacabile e travolgente nell’attacco dell’invettiva “Cortigiani vil razza dannata”, Palumbo mette in rilievo tutta la capacità espressiva della musica conferendo la giusta incisività ai momenti drammatici stupendo l’ascoltatore con episodi di poetico lirismo. Sempre accorto alal conduzione dei cantanti, il direttore domina l’orchestra che ha certamente offerto in questa occasione una delle sue migliori prove delle ultime stagioni. […] uno spettacolo a mio avviso imperdibile.
Giuseppina Mascari, Operaclick, january 2008

Musicalmente il direttore Renato Palumbo ha creato subito il clima emotivo ricavando dall’ottima orchestra sottigliezze d’analisi contrapponendo, secondo le situazioni, tempi sospesi e dilatati ad altri incalzanti e vigorosi, fra piacevoli effetti timbrici e scatti ritmici.
Walter Baldasso, Torino Cronaca , january, 22, 2008

La direzione di Renato Palumbo ci è sembrata ottima, capace di sottolineare i giusti volumi e di portare in primo piano tutti i colori oscuri, sorretta da un gran ritmo.
Stefano Mola, trasp.net , january, 21, 2008

Sotto la direzione musicale di Palumbo, precisa, serrata e attentissima a non lasciar mai cadere il ritmo degli accadimenti, il fascio di luce è tutto sul contrasto fra Rigoletto e il Duca.
Giorgio Pestelli, La stampa , january, 20, 2008

Sul podio dell’orchestra del Teatro Regio Renato Palumbo mostra di essere perfettamente a suo agio con la partitura verdiana che ha approfondito in ogni suo aspetto. Tiene bene l’orchestra, la guida con delicatezza, la rende baldanzosa nelle pagine che esaltano lo spirito libertino del tenore.
Ar. Ca., La stampa, january, 17,2008